ARTE FIGURATIVA
Corona di Aghi di Pino dei Giochi Istimici, in onore di delfini, sognatori e naviganti

Melicerte (gr. Μελικήρτης) Mitico figlio di Atamante, re dei Mini in Orcomeno, e di Ino. Secondo la versione del mito più comune, fu gettato nell’acqua bollente dal padre o dalla madre impazziti.

Poi Ino, rinsavita lo trasse fuori e si gettò con lui in mare; fu trasformata nella divinità marina Ino-Leucotea, mentre Melicerte divenne Palemone (Portunus per i Romani), dio propizio ai naviganti.

I giochi istmici, istituiti nel 582 a.C. in onore di Poseidone e del Dio Palemone, si svolgevano in un’area boschiva a sud est dell’istmo di Corinto e sotto la supervisione dell’omonima città: comprendevano gare ginniche, di lotta e ippiche. Queste ultime avevano una particolare importanza essendo il cavallo l’animale sacro a Poseidone. Solo nel periodo ellenistico, furono aggiunti gli agoni musicali in un apposito teatro.

Erano presenti anche delle gare svolte in mare, simili a regate. Il vincitore riceveva in premio una corona di aghi di pino. Si svolgevano ogni due anni nel primo e nel quarto anno dell’Olimpiade, nel periodo compreso tra aprile e maggio.

Erano i giochi più solenni dopo quelli di Olimpia per numero di concorrenti e per afflusso di popolo. Inoltre la particolare posizione geografica della sede delle gare, presso la città di Corinto, contribuì a dare ai Giochi istmici un carattere più aperto socialmente, particolarmente festoso e talvolta anche caotico.