MUSICA CLASSICA
La Corona di Prezzemolo dei Giochi Nemei, i ruggiti profondi dell’animo umano.

I Giochi Nemei organizzati a Nemea, nell’Argolide, erano in onore di Zeus. Venivano celebrati ogni due anni (nel secondo e quarto anno di ogni Olimpiade), tra luglio e agosto. La leggenda li voleva fondati da Eracle. Il programma prevedeva gare ginniche, equestri e musicali. Il vincitore era premiato con una corona di apio selvatico. Secondo la leggenda, le origini dei Giochi Nemei risalgono al tempo in cui la città era governata da Licurgo, forse lo stesso Licurgo legislatore di Sparta.

Ofelte, figlio del re e della regina (in altre versioni del re e di Anfitea), stava dormendo su un giaciglio di foglie di prezzemolo, osservato dalla sua balia Ipsipile. 

La nutrice vedendo arrivare i sette guerrieri, in viaggio da Argo verso Tebe, si allontanò dal principe per portare acqua ai combattenti. 

Durante la fatidica assenza, il bambino venne aggredito da un serpente, il cui morso si rivelò fatale. I sette dunque, venuti a sapere dell’accaduto, fondarono i giochi in suo onore, e disposero che, in quanto giochi funebri, i giudici fossero tutti vestiti di nero in segno di lutto. Per ricordare il giaciglio sul quale Ofelte aveva perso la vita, il vincitore dei giochi veniva incoronato con un serto di foglie di prezzemolo.

Una seconda versione della leggenda, dice fossero stati fondati da Eracle dopo aver sconfitto il Leone di Nemea. L’usanza di incoronare i vincitori con una corona di prezzemolo, venne poi abbandonata, a favore di una corona di sedano donata dalla città di Argo.