TEATRO 
La Corona di Alloro e il rito della maschera per inscenare la pluralità dell’uomo. 

I famosi Giochi Pitici si celebravano in onore di Apollo Pitio uccisore del serpente Piton nella pianura Crissea presso Delfi. Si tenevano ogni quattro anni (ma nel terzo di ogni Olimpiade), tra agosto e settembre.

Durante le feste delfiche, fondate nel 522 a.C., si tenevano all’origine sacrifici solenni e un dramma sacro raffigurante la lotta di Apollo contro il Pitone; poi si introdussero gare di musica, danza e canto, che formavano l’attrattiva maggiore. In seguito, anche nelle feste pitiche si tennero gare ginniche ed equestri. Premio al vincitore era una corona di foglie di alloro.

Un’altra versione sull’origine del nome si trova nell’Inno Omerico ad Apollo III 1-145: qui Apollo uccide la dragonessa posta a guardia della sorgente di Castalia (sorgente vicino al tempio di Delfi). La dragonessa proteggeva Tifone che era nata da Era senza la partecipazione di Zeus.

Apollo non uccide Tifone ma la dragonessa, che imputridendo morta farà dare il nome al luogo Pito.

Da quio i giochi Pitici o il nome Apollo Pito. Infatti secondo l’autore dell’inno, Pito deriva dal verbo pytho che significa imputridire.

E molto male faceva alla gloriosa stirpe di uomini.
E se qualcuno incontrava la dragonessa, era quello per lui
il giorno fatale: finché il signore Apollo arciere la colpì
con la sua potente freccia. E lei, cadde dilaniata da dolori
insopportabili, e ansimava e si contorceva sul terreno.
E levò un urlo spaventoso, infinito, e nella selva
di qua e di là strisciava rotolando, finché la vita
abbandonò, spirando sangue. E così si vantò Febo Apollo:

“Qui ora imputridisci, sulla terra nutrice di uomini.
Non sarai più una peste per gli uomini mortali,
che mangiano il frutto della terra feconda:
essi qui verranno, a portare splendide offerte.
E non ti salveranno da crudele morte né Tifoeo
né la Chimera maledetta: qui ti faranno imputridire
la nera terra e l’ardente Iperione.”